Tecnologia: per aprire un conto parleremo con gli ologrammi

Tra non molto gli sportelli di banca o posta non saranno più presidiati da persone in carne ed ossa, ma da immagini tridimensionali, che ci aiuteranno a sbrigare tutte le pratiche.

 

Immaginate di andare a uno sportello bancario e di trovarvi di fronte un impiegato “telepresente”: non una persona in carne e ossa, ma un ologramma, un’immagine tridimensionale di un uomo o di una donna in grado di interagire con voi sia con le parole sia con i gesti e i modi tipici di un qualsiasi operatore di un istituto di credito. Attenzione: davanti a voi non avete un robot. La voce e soprattutto la mente dell’ologramma è infatti controllata da un essere umano che si trova altrove, magari dall’altra parte del mondo.

Questi “avatar” ottici potranno essere la soluzione tecnologica per portare servizi, pubblici e privati, nelle comunità più remote, come per esempio in villaggi di montagna o sulle isole. A basso costo.

«In realtà, non si tratta di un ologramma classico ricavato dai laser, ma di un’illusione ologrammatica», spiega Luca Mercatelli, tecnologo dell’Istituto nazionale di Ottica del Cnr, che ha coordinato il primo esperimento di questo genere nell’ambito di un progetto realizzato dall’azienda Quintetto e co-finanziato dalla Regione Valle d’Aosta.
In questo caso, gli utenti si ritrovano in un ufficio di Pont Saint-Martin, piccolo comune all’ingresso della Valle d’Aosta, mentre gli operatori addetti a fornire la voce all’ologramma e a controllare tutte le fasi dell’esperimento erano a Firenze.


A teatro li usano di già
«L’impiegato è un’immagine a due dimensioni proiettata da un vetro semitrasparente in un ambiente reale», spiega Mercatelli. «La sensazione è quella di essere seduti di fronte a un interlocutore reale e non a una sua rappresentazione».
I sistemi di questo tipo non sono una novità assoluta. Hanno già fatto la loro comparsa nel mondo degli eventi teatrali: i fondali in tulle, un tessuto trasparente utilizzato nelle scenografie, permettono infatti proiezioni tridimensionali, assicurando profondità a immagini e diapositive. Al di là dell’uso in opere o balletti, però, questo prototipo ha enormi potenzialità in altri settori e mira a moltiplicare i servizi pubblici dove non si possa arrivare fisicamente.

 

Ci vogliono pavimenti scuri
Una parte importante del progetto riguarda la configurazione della stanza dove viene proiettato l’ologramma: dalle caratteristiche cromatiche, come i colori delle pareti, fino a quelle fotometriche, come disposizione del pc e del vetro trasparente. «Il pubblico non si accorge di nulla: sembra di essere in un comune ufficio», prosegue Mercatelli. «L’ambiente viene adattato con sapienti accorgimenti di illuminotecnica e scienza della visione. I pavimenti, per esempio, sono in colori tendenzialmente scuri, mentre la trama delle pareti è diagonale e la tinta dell’intonaco è neutra, tra grigio e azzurro». L’immagine dell’impiegato, trasmessa da un monitor monodirezionale, viene riflessa da un vetro inclinato a quarantacinque gradi, che lo proietta nella stanza con le sembianze di una persona reale. Certo, una stretta di mano al commiato non è possibile, ma il livello di interazione con l’illusione ottica è di sicuro piuttosto convincente.


Simula il contatto umano
«L’operatore virtuale, con una normale gestualità, è in grado di indicare su un foglio di carta il punto dove firmare o quali documenti occorre consegnare», aggiunge Mercatelli. «Non occorre limitarsi a una richiesta: grazie a una serie di domande successive, il pubblico può richiedere gli stessi servizi di uno sportello». La telepresenza, in altre parole, può essere la naturale evoluzione dell’assistenza telefonica o su internet. In più, rispetto a una voce al ricevitore o un modulo precompilato su qualsiasi pagina web, questa tecnologia offre una simulazione del contatto umano, che per molti rimane un’esigenza inderogabile. Un servizio del genere può essere utile, per esempio, per superare le difficoltà che incontrano gli anziani quando devono interagire con schermi, modalità touch e segreterie telefoniche o messaggi vocali.


Bastano una normale rete...
«A differenza di quanto si possa immaginare, per garantire un servizio di telepresenza il collegamento a internet non deve avere particolari caratteristiche: è sufficiente una normale rete», spiegano dalla Quintetto, l’azienda valdostana che ha ideato il progetto ed è una delle sette in Italia ad aver superato la prima fase di selezione di Horizon. 2020, il più grande bando di finanziamento europeo dedicato anche all’innovazione.

 

... e due stanze
Il prototipo completo prevede due ambienti.. «Il primo è un ufficio dove l’utente comincia a operare attraverso touch screen. Se si rende necessario l’intervento dell’operatore nella tipica forma dell’impiegato allo sportello, l’utente passa alla sala della telepresenza». L’idea che potrebbe a breve sbarcare sul mercato è quella di un’unità mobile di questo prototipo a costi ridotti. La telepresenza può essere interessante per imprese, banche, imprese commerciali, uffici turistici, ambulatori medici e pubblica amministrazione.

 

Problemi di salute? Li risolve il medico virtuale
In futuro non aspettatevi il dottore con il camice bianco e la valigetta di pelle, ma un suo ologramma. La University of Southern California (Usa) ha realizzato la prima clinica virtuale, che sarebbe pronta ai primi test sul campo. Il progetto è stato presentato lo scorso ottobre a Los Angeles, in occasione della IX USC Body Computing Conference: grazie al supporto di tecnologie di scansione corporea, l’ologramma dell’università americana sarà in grado sia di diagnosticare il problema al paziente sia di suggerirgli le cure necessarie.

 

Anche il nostro passaporto va in pensione
La tecnologia degli ologrammi potrebbe rivoluzionare i nostri documenti d’identità, sostituendoli con immagini tridimensionali abbinate alle persone. Le caratteristiche fisiche sarebbero riprodotte tali e quali e ciò renderebbe impossibili le contraffazioni e inutili i furti. Nel settore della sicurezza e della difesa, alcune aziende, come la francese Surys, ci hanno pensato ed è già stato progettato il primo passaporto ologrammatico.


Evoluzione
L’assistenza telefonica sarà superata dalla consulenza attraverso gli ologrammi: questi offrono agli utenti la simulazione di un contatto umano, considerato irrinunciabile da alcune categorie.   







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