I fratelli aiutano a crescere

Amandosi, odiandosi odiandosi e contendendosi le attenzioni di mamma e papà, i fratelli hanno una palestra di vita che manca ai figli unici. Per sfruttarla al meglio occorre però che i genitori sappiano gestire i conflitti: troppi favoritismi generano tensioni che non si risolvono più e adulti depressi.

di Andrea Porta

 

Si amano e non possono fare a meno l’uno dell’altro, in alcuni casi. In altri, i contrasti e le gelosie li portano a separarsi a lungo. I fratelli sono le prime persone con cui ci confrontiamo alla pari: è con loro che cresciamo e condividiamo le gioie e le difficoltà a relazionarci con i genitori. I fratelli sono importanti per il nostro sviluppo psicologico, anche se sono spesso causa di contrasti. «Sovente si pensa che essere figli unici sia una condizione di privilegio e in un certo senso questo è vero», spiegano Aurora Mastroleo e Mariangela Mazzoni, psicoterapeute dell’Associazione Pollicino e Centro crisi genitori onlus di Milano e autrici di Fratelli. Come gestire la relazione, come intervenire nei litigi, come amarli nella diversità (Red!).
 

Bisogna gestire il conflitto
«Tuttavia la relazione tra fratelli può rappresentare un fattore eccezionale per la maturazione dei bambini, a patto che l’ambiente famigliare consenta di affrontare ed elaborare le naturali conflittualità». Il conflitto è infatti inevitabile: «La fratellanza è una guerra fisica, affettiva, scolastica e verbale», scrive Marcel Rufo, psichiatra infantile all’Hòpital de la Timone di Marsiglia e autore di Fratelli e sorelle. Una malattia d’amore (Feltrinelli). Secondo una ricerca dell’Università del Missouri (Usa) , i conflitti più aspri sono legati all’invasione degli spazi personali, come quando uno prende un oggetto dell’altro. Ma se gestite correttamente, anche queste dinamiche sono arricchenti. In fondo, il legame tra fratelli è la relazione più intima e duratura che si possa sperimentare con un proprio pari. «Gelosia e invidia appartengono al funzionamento fondamentale dell’affettività dell’essere umano fin dalla tenerissima età», spiegano Mastroleo e Mazzoni. «Nel percorso di maturazione che consente la progressiva separazione psicologica del bambino dalla sua mamma, la presenza di un fratello o di una sorella acuisce facilmente questi sentimenti». La gelosia tra fratelli nasce dal dubbio del bambino rispetto al posto che occupa all’interno della famiglia e nei desideri di mamma e papà. Così è frequente che gli psicologi infantili abbiano a che fare con bimbi con un comportamento alimentare alterato (ad esempio bimbi che fanno i capricci a tavola, che mangiano troppo o che rifiutano il cibo) sviluppatosi all’arrivo di un fratellino.
 

A tavola esce il peggio
«La tavola rappresenta il teatro in cui prende corpo la scena famigliare», aggiungono le psicologhe: «Basta pensare a quanto spesso le liti tra fratelli si scatenino a cena, sulla base di rivendicazione di gusti diversi o di contese per il posto a sedere». Su questi sentimenti i genitori devono interrogarsi: se gestite male, gelosia e invidia possono portare a conseguenze che si trascinano negli anni. Uno studio dell’Università di Harvard (Usa) ha evidenziato ad esempio un aumento del rischio di depressione in fratelli con rapporti conflittuali. L’analisi, condotta su 229 uomini seguiti per oltre 30 anni, ha evidenziato come talvolta conflitti infantili non sopiti possano essere riattivati, in età adulta, da presunti favoritismi dei genitori, problemi legati alla loro cura una volta anziani o dispute sull’eredità.
 

I risvolti in età adulta
Ma c’è anche il rovescio della medaglia: avere un buon rapporto con il proprio fratello o sorella aiuta nelle relazioni con l’altro sesso. All’Università del Texas (Usa) sono stati osservati adolescenti mentre parlavano con il loro partner: quelli che avevano un fratello maggiore di sesso opposto parlavano di più e con più naturalezza. Le ragazze con un fratello più grande, ad esempio, si sentivano più a loro agio e ridevano di più: probabilmente la familiarità derivava da un’esperienza fraterna positiva. Certo, da grandi i rapporti possono cambiare: «Non sempre rimane una profonda intimità tra fratelli», spiega Judy Dunn, psicologa all’Università di Cambridge (GB), «ma più un senso di vicinanza, di appartenenza alla stessa famiglia». Ciò non toglie che l’imprinting resti vivo e plasmi i nostri rapporti per tutto il resto della vita.
 

L’ordine di nascita influenza la personalità
Nei rapporti fraterni conta anche l’ordine di nascita: essere primogeniti, ultimogeniti o mediani influisce sul modo di essere. «Quando nasce un fratellino, ogni bambino è attraversato da emozioni contrastanti di gioia e di dubbio rispetto alla propria amabilità e al desiderio di mamma e papà verso di lui», spiegano Aurora Mastroleo e Mariangela Mazzoni. Tendenzialmente il fratello minore è visto come un intruso, ma è normale: «Anzi, sarebbe il caso di preoccuparsi per i fratelli maggiori che non manifestano alcuna aggressività verso i minori: rischiano di esplodere con brutalità», precisa Marcel Rufo. A fianco le caratteristiche dei fratelli in base all’ordine di nascita.

 

Primogenito
Avverte tipicamente tenerezza per il nuovo arrivato in casa, ma spesso arriva a desiderare, senza esprimerlo, di metterlo in un angolo. Al contempo mostra responsabilità e autorità, è tendenzialmente tradizionalista e conservatore e crescendo si mostra pronto a fare sforzi per raggiungere i risultati prefissati.

Mediano
Spesso caratterizzato da entrambe le doti dei primogeniti e degli ultimogeniti, è equilibrato, diplomatico e negoziatore.

Ultimogenito
Da piccolo tende a sperimentare ammirazione per il maggiore, alimentando non di rado il progetto di poterlo un giorno spodestare. Dovendo lottare per conquistarsi una posizione, da adulto è temerario e sfrontato, ma anche ribelle, innovativo, amante del cambiamento. È tipicamente attento ai valori di giustizia.

 

Cocco di mamma... o di papà
Ogni genitore ha il suo figlio preferito, è inevitabile. Ciò non fa che accrescere la rivalità. Secondo una ricerca dell’Università di Davis (USA), succede al 70% dei padri e delle madri. Se si tratta di una leggera preferenza è normale, ma quando si traduce in uno spiccato favoritismo le conseguenze sono più gravi. Alcuni anni fa una società americana di ricerca sullo sviluppo infantile, la Society for research in child development, aveva dimostrato che un trattamento iniquo da parte dei genitori genera risentimento nei figli sfavoriti, minando anche il rapporto tra fratelli. Tuttavia, secondo i pedagogisti, i fratelli oggetto di trattamento iniquo (quelli che sono sgridati di più o che ricevono meno attenzioni) patiscono con minore intensità lo svantaggio, se ricevono una spiegazione.
 

Gemelli, non tutto fila liscio
I fratelli possono essere affettivamente legati, ma mai quanto i gemelli: «Arrivano in famiglia insieme, dunque il loro rapporto rappresenta il massimo grado di condivisione», spiegano Mastroleo e Mazzoni. «Questo però non li rende necessariamente più affiatati: anzi proprio la condivisione può generare nel tempo fortissime contese, rivalità, ma anche conflitti, il cui fine è rivendicare la propria autonomia e la propria individualità rispetto all’altro». Proprio per questo può capitare che possano avvertire più intensamente il bisogno di riavvicinarsi per ritrovarsi e nuovamente confrontarsi reciprocamente, anche da adulti.

 

 


CAINO E ABELE, LA PRIMA RIVALITA' FINITA MALE

La storia è piena di fratelli e sorelle che si sono fatti la guerra tutta la vita. Ma ce ne sono altri, invece, che hanno stretto patti di ferro, alleandosi in ogni situazione.

Quello fraterno è un rapporto importante, ma sempre meno frequente: oggi la media di figli per coppia in Italia è tra l’1,2 e l’1,3. «Avere fratelli rispetto a essere figli unici non è né meglio né peggio», ci spiega la sociologa Chiara Saraceno: «è semplicemente un’esperienza diversa, ma certamente arricchente». Del resto, la storia è piena di alleanze e antagonismi tra fratelli, per esempio nella professione: dagli inventori del proiettore cinematografico Anguste e Louis Lumière al gruppo comico dei fiatelli Marx fino ai patrioti italiani Affilio ed Emilio Bandiera. «In particolare, l’appartenenza allo stesso genere aumenta le occasioni di confronto diretto tra fratelli e quindi accende la rivalità», dicono Aurora Mastroleo e Mariangela Mazzoni, psicoterapeute dell’Associazione Pollicino e Centro crisi genitori onlus di Milano. «Spesso tra fratelli maschi la competizione può essere la modalità fondamentale cli relazionarsi».
 

Così lontani, così vicini
Non è un caso che molti fratelli maschi si siano scontrati, pur restando sempre affiatati, nel lavoro o nella politica, nello sport o nello spettacolo: i fratelli David ed Ed Miliband, nel 2010 sfidanti a guidare il Partito laburista inglese oppure i fratelli Mirco e Mauro Bergamasco, campioni di rugby, o Giuseppe, Carmine e Agostino Abbagnale, celebri canottieri. «Anche la differenza di età, finché non si appiana il divario psicologico che ne deriva», chiariscono le psicologhe «incide sulla possibilità di un legame fraterno basato sulla cooperazione».
 

La famiglia è cambiata
Quel che è certo è che la famiglia nel corso degli ultimi decenni è cambiata, sul piano sociologico, e così si è trasformato anche il ruolo dei fratelli: «La prima evidenza è che ce ne sono sempre meno: le famiglie con figli unici sono in aumento, soprattutto nel Mezzogiorno», precisa Saraceno. «Al nord la tendenza era in atto già da tempo». Così il rapporto tra coetanei dentro le mura di casa è più raro: «La famiglia è oggi sempre più verticale e il confronto tra pari avviene più spesso fuori dalla famiglia, a scuola». Pertanto, per gli psicologi, i gruppi di socializzazione tra ragazzi sono fondamentali: sopperiscono al ruolo che prima era del fratello.


E Le più antiche aziende familiari del nostro Paese raccontano storie di fratelli. Il record della più longeva appartiene alla vetreria veneziana Barovier & Toso, nata da una bottega presente sull’isola di Murano dal 1295: già nel Cinquecento ben tre fratelli Barovier erano padroni di tre fornaci con tre diverse insegne. Nonostante gli scontri, le tre insegne di bottega sono ancora oggi presenti nello stemma dei Barovier. La grande maggioranza delle aziende italiane ultracentenarie (circa 800) è fatta di imprese familiari, spesso possedute da due o più fratelli discendenti del capostipite. Hanno dimensioni medio-piccole (meno di 50 dipendenti), si trovano soprattutto al Nord e sono nate quasi tutte tra il Sette e Ottocento. La storia delle aziende di famiglia (anzi, di fratelli) è lunga e arriva fino a oggi: basta citare la Fratelli Carli di Imperia, fondata nel 1911 e ancora oggi produttrice di olio d’oliva, i fratelli Branca, dinastia a capo della distilleria che ancora oggi produce il Fernet-Branca, o i fratelli Rossetti, calzaturieri, orgoglio del made in Italy.

 

DAL CINEMA ALLA MUSICA: I PIU' CELEBRI DELLO SPETTACOLO

Il mondo dello spettacolo è pieno di celebri coppie di fratelli e sorelle.

I fratelli Marx Furono un gruppo comico costituito dai cinque fratelli Marx: Zeppo (Herbert), Harpo (Adolph), Chico (Leonard), Groucho (Julius) e Gummo (Milton). Attori comici newyorkesi d’origine ebraica, erano celebri per l’umorismo sopra le righe contro le convenzioni ipocrite della società borghese. L’American Film Institute li ha inseriti tra le più grandi star della storia del cinema di tutti i tempi.

Paola & Chiara ll celebre duo, composto dalle sorelle milanesi lezzi (Milano, 1973 e 1974) nasce dopo una collaborazione in qualità di coriste con gli 883. Dopo quell’esperienza parteciparono a Sanremo Giovani nel 1996 e continuarono la loro attività fino al 2013 anche se intervallata da esibizioni soliste, che sono continuate anche dopo quell’anno.

Paolo e Vittorio Taviani Celeberrima coppia di registi e sceneggiatori, i fratelli Taviani si trasferirono a Roma verso la metà degli anni Cinquanta, quando iniziarono a lavorare nel cinema dirigendo alcuni documentari. Autori di pellicole dalle forti implicazioni politiche, hanno ricevuto numerosi riconoscimenti: per esempio per Padre padrone (1977) la Palma d’oro al Festival di Cannes, mentre per La notte di San Lorenzo (1982) il Gran premio della giuria allo stesso Festival.

Le gemelle Kessler Le più celebri gemelle della tv italiana, Alice ed Ellen nate a Nerchau (Germania) nel 1936, devono la loro notorietà proprio al nostro Paese. Vi si tra sferirono a 24 anni quando iniziarono a dedicarsi alle commedie teatrali leggere e, dal 1961, alla televisione. Nel 2011, dopo trent’anni di assenza dal palcoscenico, sono tornate a teatro con il musical Dr Jekyll e Mr. Hyde, ispirato al romanzo di Robert Louis Stevenson.

I Jackson 5 II gruppo musicale composto dai 5 fratelli Jackson (Michael, poi divenuto il “re del pop”, Jackie, Tito, Jermaine e Marlon) si formò negli anni Sessanta nell’Indiana (Usa). Tra i loro successi più celebri ci sono I want you back (1969) e Abc (1970). Sono presenti nella Rock and roll hall of fame, il museo del rock di Cleveland (Ohio, Usa).


Oltre la parentela
Certamente l’importanza del ruolo fraterno è segnalata anche dalla lingua: i termini “fratellanza” e “sorellanza” sono utilizzati infatti per indicare tutti i rapporti tra pari, per esempio quelli che legano gli appartenenti ad alcuni ordini religiosi. «Alla base della fraternità come valore cui fanno riferimento molti credenti c’è il rapporto d’amore che accomuna i fedeli in quanto figli di Dio e dunque fratelli fra loro», scrive Roberto Cipriani, sociologo all’Università Roma Tre. Non solo: il concetto di fratellanza ha investito anche eventi politici: «Ha caratterizzato la Rivoluzione francese, insieme con quelli di libertà e di uguaglianza. Più tardi, nell’Ottocento, l’idea di fratemità ha accompagnato lo sviluppo del marxismo, in riferimento alle relazioni all’interno di una stessa classe sociale, come il proletariato». Tutte occasioni di condivisione profonda che va ben oltre l’ideologia: del resto gli antropologi spiegano che è proprio la fratellanza a guidare il sentimento di appartenenza. «In varie zone dell’Africa vengono stabilite finte parentele fra tribù e clan diversi in modo da creare rapporti di cooperazione stretti con un patto di sangue», aggiunge Cipriani. Dalla fratellanza di sangue deriva una promessa di fiducia e solidarietà per tutta la vita.







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